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ASPETTANDO GODOT DI S. BECKETT

 

Dal 6 al 15 aprile 2018 è in scena al Teatro Biondo di Palermo Aspettando Godot  di Samuel Beckett, produzione dello stesso teatro per l’attenta regia di Maurizio Scaparro. L’opera, uno degli esempi più rappresentativi del teatro dell’assurdo, nato in Francia nell’atmosfera del surrealismo e dell’esistenzialismo, sovverte le strutture drammaturgiche nell’intento di rappresentare la realtà caotica. Mette infatti in scena situazioni prive di ambientazione realistica, di trama strutturata e  di  senso logico, con dialoghi di tipo surreale o grottesco, scarsamente comunicativi, mero pretesto per ingannare il tempo. S. Beckett irlandese di nascita, ma francese d’adozione  scrive En attendant Godot in francese e lo rappresenta nel 1953. La scelta del francese è dovuta, come ha detto l’autore, alla chiarezza e asciuttezza di questa lingua, che gli consente di scrivere senza stile. Beckett  persegue infatti una scrittura priva di abbellimenti formali, in sintonia con una concezione della realtà  radicalmente pessimistica e della letteratura  non più intesa come  mezzo di conoscenza e di comunicazione. Come afferma il traduttore del testo rappresentato, Carlo Fruttero: il dato fondamentale è sempre un mondo desolato, spento, un immenso e silenzioso deserto, un catastrofico ”nulla”. I protagonisti, Vladimiro e Estragone, sono personaggi- simbolo che rappresentano la tragedia del destino umano, sono due barboni vecchi e malati che vivono in una condizione di sospensione sgomenta, di attesa di qualcosa di indefinito, che dia senso alle cose. Sono oggettivamente infelici, ma tenacemente aggrappati alla vita con la forza dell’autoillusione. L’attesa inutile del misterioso Godot è emblematica della condizione umana, che si consuma in un’inutile ricerca e che è occupata da fatti futili o illogici. Gli uomini stanno insieme senza motivi comprensibili o tormentandosi l’un l’altro. Il nichilismo tematico, la scarnificazione dell’intreccio e la sua sostituzione con un meccanismo ripetitivo, come è la vita rendono  lo spettatore  straniato, incapace di calarsi nella finzione scenica. Bravi tutti gli attori: Antonio Salines ,Estragone, Luciano Virgilio, Vladimiro, Fabrizio Bordignon ,Lucky. Coerente nella sua nudità la scena  di Francesco Bottai e le luci di Salvo Manganaro. Il pubblico ha applaudito, dopo un attimo di esitazione. (Gabriella Maggio)

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