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Cicogne perse ricercano campanili

 

 

 

Cicogne perse ricercano campanili,

le mani delle donne, puntuali

recidono arance nel loro fulgore.

C’è un ululato di roccia bianca

che impone il silenzio

e veglia questo pianto intenso.

Ecco, le saette della memoria

sono come agavi-piovre,

s’allungano senza chiedere permesso.

C’è un tempo per la pietra dura

e per la lippa; il sole imbeve

di fuochi ocra la sera esorbitante.

S’alza il sipario delle tombe

in quest’angolo d’Andalusia mitica.

Reduci i legni dei granai defilati

e i corsi d’acqua disseccati.

Madre, prendi quest’edera:

come polvere la sua presenza

è certa e continua. E lo sarà.

Lorenzo Spurio*

 

Cicogne perse ricercano campanili è una poesia densa,  tessuta d’immagini e suoni , evocatrice di un passato mitico e nello stesso tempo recente, riportato da taglienti ricordi convergenti su  un  luogo emblematico per il poeta : l’Andalusia terra esorbitante. L’immagine aerea del  volo incerto delle cicogne, quella del  gesto preciso di donne che tendono la mano verso l’oro delle arance, quella  delle bianche rocce acuminate della  Sierra che superano con la loro fiera durezza  il pianto  sorto  dalle tombe svelate e, in conclusione, in climax ascendente, quella  della madre custode della continuità del tempo e perciò  della memoria suggeriscono l’idea di un indefinito spazio e di un indefinito tempo. Una riflessione  sulla vita oltre il quotidiano ed il contingente.Gabriella Maggio

Riporto le parole del poeta sul mio breve commento: Cara Gabriella,  grazie di cuore per questo bel commento alla mia poesia e per la tua attenzione.

*LORENZO SPURIO (Jesi, AN, 1985) è poeta, scrittore e critico letterario. Per la poesia ha pubblicato Neoplasie civili (2014), Le acque depresse (2016), Tra gli aranci e la menta. Recitativo dell’assenza per Federico García Lorca (2016), Pareidolia (2018) e Il restauro delle linee (2021). Ha curato varie antologie poetiche tra cui Risvegli: il pensiero e la coscienza. Tracciati lirici di impegno civile (2015), Convivio in versi. Mappatura democratica della poesia marchigiana (2016). Per la narrativa ha pubblicato tre raccolte di racconti. Per la critica letteraria si è occupato prevalentemente di letteratura straniera e ha pubblicato, tra gli altri, Jane Eyre, una rilettura contemporanea (2011), La metafora del giardino in letteratura (2011), Cattivi dentro. Dominazione, violenza e deviazione in alcune opere scelte della letteratura straniera (2018), Il canto vuole essere luce. Leggendo Federico García Lorca (2020) e Alberti canta sempre (2021) e vari saggi monografici sull’autore Ian McEwan. Si occupa anche di studio della poesia e ha pubblicato La parola di seta. Interviste ai poeti d’oggi (2015) e Inchiesta sulla Poesia (2021). Ha tradotto dallo spagnolo opere di Dina Bellrham (Le iguane non mi turbano più, 2020; La donna d’Elio, 2022) e Anahí Lazzaroni (Il vento soffia / Qualcuno lo disse, 2022). Nel 2011 ha fondato la rivista letteraria «Euterpe» che dal 2022 ha visto una ristrutturazione divenendo «Nuova Euterpe». Ha fondato e presiede il Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”. Presiede e fa parte delle Commissioni di giuria di vari premi letterari nazionali.

 

 

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