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DA UN ALTRO MONDO Romanzo di Evelina Santangelo – Einaudi

Da un altro mondo è un romanzo denso di pietà umana e tensione civile, ambientato nel 2020. Questa datazione ha la funzione di conferire ai fatti narrati  il carattere  di una minaccia incombente, come chiarisce l’autrice in un’intervista su Letteratitudine. La dedica “a chi non è arrabbiato” , individua  lettori non accecati dalla passione, dalla rabbia e perciò  atti a  comprendere  l’altro mondo, distante dal loro, ma costituito da un’umanità inconsapevole e dolente. Il romanzo non  ha una trama unica, ma un’articolazione  di trame che si svolgono a Bruxelles ed a Palermo, con una appendice nella Pianura Padana emiliana. A Bruxelles Karolina, disperata per l’assenza del figlio, probabilmente affiliatosi al terrorismo islamico,  lo cerca incessantemente ma invano. Per caso in un hard discount incontra Khaled un ragazzo siriano e commossa dal vederlo così sperso gli compra degli oggetti, tra cui un trolley rosso. Khaled approfitta  della  generosità  della donna per fare le provviste necessarie ad affrontare il viaggio da nord a sud fino al mare, l’inverso di quello compiuto qualche tempo prima. A Palermo intanto  avvengono  in una scuola fatti misteriosi, improvvisi aumenti e diminuzioni di alunni, che inquietano la maestra Giovanna e il maresciallo Vitale, combattuto tra l’osservanza della  legge e la voce della coscienza. Intanto le forze dell’ordine indagano su un   ragazzo con un  trolley rosso, accusato di avere aggredito un camionista in una piazzuola d’autostrada, e sugli episodi allarmanti di Palermo. Le notizie, diverse  dai fatti già noti al lettore informato dal narratore onnisciente,  rimbalzano, sempre più gonfie di minacce,  in televisione e sui giornali prima, poi sui social vicini alla politica, che ha eletto a suo tema peculiare la “sicurezza della gente per bene”, suscitando e orchestrando la paura nei confronti degli immigrati. L’eco dilaga  nella Pianura Padana emiliana, “quell’invasione di clandestini stava compromettendo la vita della gente”,  giunge  fino al solitario e burbero Orso e agli altri anziani avventori di un  bar  convincendoli del pericolo. Le notizie sempre più inquietanti strombazzate  dai media  accendono gli animi  dei ragazzotti violenti e sfaccendati, capeggiati da Rambo 2, che si lasciano trascinare fino ad incendiare il vicino accampamento Rom. Ma la vita sorprende Orso, come gli altri personaggi, e senza che se ne accorga si ritrova in casa un bambino immigrato a cui con sempre minore  riluttanza  dà cibo e cure, esponendosi alla violenta vendetta di Rambo 2 . Quando si riprende dalle botte e non trova più il bambino dice al fido Lupo : Andiamo a cercarlo. Con questa battuta che fa presagire  un qualche  scenario futuro, e una tenue speranza di umanità ritrovata, si chiude il romanzo. La società contemporanea appare nel racconto fluida  e incompiuta; nessun personaggio ne coglie il senso complessivo. Tutti sono  inseriti in una trama fitta di relazioni, osservate dalla scrittrice con sguardo preciso ma  radente, per scelta privo  di scavi psicologici  e di profondità di sfondo. Soltanto le date, i luoghi, le circostanze sono dichiarati con zelo. Ne risulta una prospettiva plurale e caotica dove ogni personaggio cerca invano di affermare le sue ragioni. La scrittura scorre con naturalezza in una lingua limpida e vivace.  Soltanto Orso usa il dialetto padano nelle imprecazioni.  L’effetto complessivo è quello del rispecchiamento dell’oggi non soltanto italiano, ma europeo, realizzato mescolando la concretezza alle cose quotidiane con elementi fantastici a volte surreali. Da un altro mondo interroga la nostra coscienza, ci carica  di responsabilità di fronte  ai  grandi temi attuali , per questo è un libro civile.

(Gabriella Maggio)

 

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