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I MISERABILI

Franco Branciaroli – Jean Valjean- ph. De Luca

Dal 7 al 13 febbraio sono stati  rappresentati al Teatro Biondo di Palermo I miserabili di Victor Hugo nell’adattamento per la scena di Luca Doninelli  e la regia di Franco Però.  Lo spettacolo è stato prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, da CBT Centro Teatrale Bresciano, dal Teatro De Gli Incamminati.  Trasporre  l’opera  di Hugo  in teatro è senza dubbio un’operazione rischiosa per la mole dell’opera, ma affascinante per i temi  universali e perenni affrontati : il delitto, la colpa, il perdono, l’avidità, il degrado materiale e morale,  il coraggio. L’adattamento di Doninelli  li mette in scena  tutti attraverso il conflitto tra legge positiva, rappresentata dal poliziotto Javert, e legge naturale ,rappresentata da Jean Valjean. L’ottimo Franco Branciaroli  modula con la  duttilità  della voce e l’allusività  dei  gesti un Valjean denso di dolore, di rabbia, di sincero anelito al riscatto. Di contro il Javert  del bravo Francesco Migliaccio chiuso a ogni dubbio, incapace di immaginare e ancor meno  accettare il cambiamento di Valjean. La storia è nota. In sintesi Jean Valjean  è uscito  dal bagno penale di Tolone e, trova ospitalità presso il vescovo Myriel a cui ruba l’argenteria. Scoperto dai gendarmi, viene liberato perché il vescovo dichiara di avergliela  regalata. Il perdono inaspettato  del vescovo  scatena in Jean Valjean un irrefrenabile impulso a fare del bene e a sacrificarsi per gli altri. In breve diviene sindaco di una cittadina,  dove vive la sfortunata  Fantine, che lavora senza sosta  per mantenere la figlia Cosette, affidata agli avidi Thenardieu. Fantine perde il lavoro quando si scopre che ha una figlia, pur non essendo sposata, e  viene così costretta a una vita di stenti morali e materiali  che in breve la uccide. Jean Valjean è intervenuto  per aiutarla ma invano, perché è riconosciuto e arrestato dal sagace  poliziotto Javert. Tra Jean Valjean e  Javert si svolgerà  un gioco diabolico che terminerà soltanto anni dopo col suicidio del poliziotto, sconvolto dal comportamento di Valjean che gli  ha salvato la vita  durante le barricate di Parigi. Ritornato in  libertà Valjean ha preso con sé Cosette e l’ ha allevata  come figlia, ritrovando la  dolcezza degli affetti. Ma questa non dura a lungo,  per un periodo è offuscata dal matrimonio della ragazza  con  Marius e dal passato di Jean. Tutto si ricompone nei giorni che precedono la morte  di Valjean.  Interessanti e funzionali le scene di Domenico Franchi e le luci di Cesare Agoni. Lo spettacolo è stato apprezzato con prolungati applausi. (Gabriella Maggio)

 

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