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L’EUTANASIA DI FABO

L’eutanasia del DJ Fabo  rende attuali le riflessioni che  Pinella Bongiorno nel 2011 fece a proposito  di Lucio Magri, qui di seguito riportate:

“LA SCELTA DI  LUCIO – Un tema cui accostarsi con reverenziale timore è la morte, non quella biologica che pure esige riguardo anche se considerata nella sua disposizione naturale, bensì quella programmata, scelta da chi ritiene giunto il momento di congedarsi da questo mondo, poiché le condizioni non sono più propizie a mantenersi in vita. Diversi fatti sollevati dai media inducono a riflettere su questa scelta estrema, portata a compimento da un gesto volontario. Così è diventato un dibattito piuttosto controverso intorno alla pratica di “suicidio assistito” che contrappone le coscienze di diverso orientamento, cui ciascuno arroga per sé il primato ontologico della verità. La filosofia ha cercato di dare risposte ancor prima delle problematiche avanzate dalla Bioetica, disciplina che reclama una nuova concezione della Morte a proposito della dignità del malato terminale e al suo diritto di chiedere l’interruzione della terapia. Illuminante può risultare Il diritto di morire, 1985 di Hans Jonas. Si esclude, qui, volutamente la dimensione religiosa per operare con la sospensione del giudizio da un punto di vista, giustappunto quello della fede, che si reputa appartenere alla sfera più intima della persona. Il concetto della Morte ha risentito di interpretazioni quanto mai audaci e pacate insieme, tanto che l’angoscia che ci afferra – definita da Heidegger “l’anticipazione emotiva di essa” – si stempera di fronte all’asserzione di Epicuro: Quando ci siamo noi, la Morte non c’è; e quando c’è la Morte, noi non ci siamo.”

 

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