Sostienici con le donazioni

Home » Letteratura » SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE AL BIONDO DI PALERMO

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE AL BIONDO DI PALERMO

Da sinistra Eros Pagni, Gaia Aprea, Federica Granata, Gianluca Musiu ( ph . Fabio Donato)

I Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello sono in scena al Teatro Biondo di Palermo dal 26 aprile al 5 maggio 2019. Lo spettacolo prodotto dai  Teatri Nazionali  di Napoli e di Genova è diretto da Luca De  Fusco. Molto incisivi gli  interpreti principali, Eros Pagni è un Padre  in preda al rimorso, suo sentimento dominante, da cui a volte traspare  un senso di vacuità ;  Gaia Aprea è una Figliastra, duttile  nell’alternanza di desiderio di vendetta e derisione, di affetti perduti e impudenza.  Chiusi nel loro dramma essi  conferiscono varie  sfumature al personaggio  senza dimenticare quel  senso di essere “realtà create”, immutabili costruzioni della fantasia di fronte  all’approssimazione  fisica degli Attori . Di buon livello l’interpretazione degli altri ruoli. Paolo Serra, convincente Capocomico, tra vanità ed incertezze, Federica Granata, Madre ben inchiodata nel dramma che ha incolpevolmente generato, brava nella scena dell’urlo che le si spezza in gola, Gianluca Musiu nei panni del Figlio, Maria Basile Scarpetta, Giacinto Palmarini, Alessandra Pacifico Griffini, Paolo Cresta, Enzo Turrin ed Alessandro Balletta nei panni di attori e tecnici della Compagnia teatrale, e la silenziosa  Silvia Biancalana nel ruolo del Giovinetto. Anita Bertolucci  originale e convincente Madama Pace da cabaret. Ben assortite le scene e i costumi di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Gigi Saccomandi, le musiche di Ran Bagno e  i video di Alessandro Papa. Come scrive nelle note di regia, Luca De Fusco opera nella messa in scena una contaminazione tra teatro e cinema, sfruttando per il suo intento l’edizione del ’25 del testo, piuttosto che la prima del ‘21. Nel ’25 Pirandello è infatti  spinto da diversi motivi a inserire un’allusione cinematografica nella commedia di nuovo allestita (la prima rappresentazione   era stata  il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma ) per il Teatro Odescalchi da un lato il moderno impianto di luci del teatro,  che consente di smaterializzare i Personaggi fino a ridurli a sostanze evanescenti,  dall’altro lo schermo  cinematografico sul quale fare affiorare, con effetto straniante, le silhouttes dei Personaggi. In quel periodo  Pirandello, come tanti altri scrittori  è  attratto dal cinema ( cfr . I quaderni di Serafino Gubbio operatore)  che  mostrava rispetto al teatro  la capacità di evidenziare la visione concreta del pensiero. Lo scrittore  meditava anche di trarre dal dramma il progetto per un film, che non realizzerà. I Sei personaggi in cerca d’autore sono la prima opera della trilogia del “Teatro nel teatro”  (secondo la definizione dello stesso autore in una lettera al regista tedesco Max Reinhardt)  insieme a Ciascuno a suo modo e Questa sera si recita a soggetto. In questi drammi non c’è azione teatrale, perché essa  è  già avvenuta prima di essere rappresentata, ma sono messe in primo piano  le discussioni, i ragionamenti, la difficoltà di dare corpo alla vicenda. Pirandello  vuole così  scardinare  il teatro borghese dell’Ottocento, come luogo di conoscenza, di educazione dell’uomo attraverso le passioni ed evidenziare la sua  diffidenza verso il teatro di regia.   La trama dei Sei personaggi sembra semplice, ma si muove su un ambiguo e irrisolto rapporto tra verità e finzione. Mentre una compagnia teatrale fa controvoglia le prove del Gioco delle parti dello stesso Pirandello, irrompono sulla scena sei personaggi, Padre, Madre, Figlio, Figliastra, Giovinetto, Bambina, che chiedono al  Capocomico  di rappresentare la loro vicenda, perché l’autore li ha rifiutati. Il Padre  ha spinto lucidamente la Madre fuori di casa, dopo avere avuto da lei il Figlio.  La Madre ha generato nel corso di una nuova relazione altri tre figli, la Figliastra, il Giovinetto, la Bambina;  rimasta vedova  per le difficoltà economiche ha iniziato a lavorare come sarta nell’atelier di Madama Pace, una mezzana che gestisce una casa d’appuntamenti, dove  la Figliastra è costretta a prostituirsi.  Il Padre, pur atteggiandosi a moralista, è cliente di Madama e una sera si intrattiene con la Figliastra non avendola riconosciuta. Avrebbe consumato il rapporto quasi incestuoso se non fosse intervenuta la Madre a separarli con un grido di orrore. All’interno della scena teatrale allestita alla meglio con le suppellettili a disposizione nel magazzino teatrale si materializza per qualche istante anche Madama Pace. Successivamente la famiglia si riunisce, senza trovare pace o soluzione al dramma vissuto. Il Figlio prova rancore verso il Padre che è tormentato dal rimorso delle sue azioni,  la Madre è profondamente addolorata per il Figlio che la ignora, la Figliastra è implacabile verso il Padre, e intanto la bambina annega nella vasca del giardino di casa e il Giovinetto si spara alla tempia. Nonostante l’impegno gli attori non riescono ad interpretare  il dramma dei Personaggi  che li accusano  di tradire la loro vicenda e abbandonano il teatro. Il testo dei Sei personaggi  è perciò assai complesso e di continuo si snoda su un duplice piano tra detto e non detto, tra dolente autobiografia pirandelliana e suggestioni letterarie d’avanguardia, dall’ Espressionismo al Surrealismo, che s’insinuano nella poetica dell’autore, quella dell’Umorismo, per arricchirla ed approfondirla.(Gabriella Maggio)

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.