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UN ALTRO TEMPO

La vita è un “ valore comunque e nonostante”, questo è il messaggio pieno di speranza e fiducia che trasmette il piccolo libro ( “il librino” come lei  stessa lo chiama) di Giovanna Rosadini Un altro tempo  ed. Internopoesia. Messaggio  particolarmente apprezzabile in questo contesto di pandemia. Il titolo Un altro tempo indica il tempo vissuto dall’autrice nel coma e nella riabilitazione, altro, diverso,  da quello  da lei vissuto prima dell’incidente, altro anche da quello vissuto insieme  ai suoi familiari che ora le sono vicini, altro ancora nella  ripresa della scrittura con cui ordinare e raccontare la sua straordinaria esperienza. Nel racconto presente, passato e futuro s’intrecciano e cercano la fluida continuità di quando Giovanna era la donna di quella foto appesa alla parete, abbronzata e sorridente…Un incidente dal latino  incĭdo (a sua volta da  caděre in) ha spezzato lo  svolgimento  della sua  vita quotidiana. L’incidente è percepito nel testo  come un qualcosa di misterioso  : Ma cosa sia successo, che tipo di incidente, ancora non  me lo hanno detto, o io non l’ho capito. Dopo la notte spessa e densa Giovanna Rosadini  ritorna lentamente  alla vita apprezzata con gratitudine  anche nelle sue limitazioni. Come suggeriscono i versi di Roberto Cescon in esergo: Saprai l’estate a perdita d’occhio/quando nudo ti coglierai nella nebbia. Così Giovanna si coglie progressivamente al risveglio dal coma e entra  del tutto nel nome  suo, Giovanna, che allude  alla sorpresa di ritrovarsi, compiendo passi certi verso te nella citazione di Paul Celan.  I trenta brevi capitoli e le due poesie che racchiudono le prose, quasi incipit e explicit,  ripercorrono in prima persona  questo  cammino  verso la ripresa  della vita  attraverso l’azione maieiutica  dei medici e dei terapisti della clinica Sant’Anna che insegnano  a ricordare quello che già siamo. Lo sguardo della scrittrice è fermo e lucido nelle descrizioni , anche nel cogliere le deficienze del corpo  inerme e depotenziato e nella ricostruzione  con paziente tenacia dei  bagliori di vita ritrovata. Il linguaggio è semplice e poetico, anch’esso rinnovato e ritrovato, come lucidato da quel buio fermentato di nostalgia.

(Gabriella Maggio)

 

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