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UNA STORIA SENZA NOME

Micaela Ramazzotti e Alessandro Gassmann  – foto @ ComingSoon.it

Una storia senza nome, presentato quest’anno  fuori concorso a Venezia, è il  sesto film di Roberto Andò, regista-scrittore palermitano, in proiezione in questi giorni nei cinema di Palermo. La trama affronta un evento reale, il furto della Natività  di Caravaggio dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo nella notte tra il 17 e il 18 ottobre 1969. La tela non è stata mai ritrovata, ma intorno a lei sono state costruite varie storie  che  conducono  alla mafia, autrice del furto. L’azione criminale  diventa il tema di una sceneggiatura cinematografica che Valeria/ Micaela Ramazzotti  scrive per lo sceneggiatore a corto di idee Pes /Gassmann. L’idea le è stata fornita in maniera apparentemente casuale dal misterioso Rak/ Carpentieri , che presto si rivela l’animatore  della storia.  La  trama si arricchisce coinvolgendo il mondo stesso  del cinema, rappresentato nell’atto di trasformare un buon soggetto in film. Perciò sono riportati i retroscena della produzione, la ricerca dei capitali, la regia, le riprese  fino alla Prémiére che conclude la storia. Il film è  nel suo complesso una affettuosa celebrazione del cinema in tutti i suoi aspetti comici e seri,  con diversi cammei e remake- flash, fino al film nel film  girato  dal regista- attore Jerzy Skolimowski. Non mancano nella trama  le peripezie tipiche del “giallo”, perché la mafia vuole impedire la realizzazione del film. L’intreccio dei vari temi  avvicina Andò ad Hitchcock,  di cui  condivide  il senso della complessità e insondabilità dell’esistenza.  Una storia senza nome richiede più che uno spettatore coinvolto un attento osservatore con una buona conoscenza del cinema nazionale ed internazionale. Alla narrazione filmica dà spessore la potenza comunicativa della colonna sonora composta da Marco Betta.  Il film ripropone il sodalizio  tra Roberto Andò e Marco Betta che  annovera già  diverse prove artistiche di rilievo  quali Viva la libertà, per cui il compositore ha ottenuto la nomination  come migliore colonna sonora,  Il quadro nero, Sette storie per lasciare il mondo, Il manoscritto del Principe. In Una storia senza nome  la musica di Marco Betta sottolinea le scene del film  e le completa,  le arricchisce  del  punto di vista del compositore, che si pone come co-creatore del  film, conferendo sfumature e prospettive che le parole e le immagini non esprimono non per un difetto d’uso, ma per la natura  stessa della  loro specificità comunicativa. Il film si avvale anche della bella  fotografia di Maurizio Calvesi. (Gabriella Maggio)

 

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