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Una verde vena di follia

Ph. Teatro Biondo

Ha debuttato nella sala Strehler del Teatro Biondo  il 26 ottobre 2022 Una verde vena di follia , piéce prodotta dal Teatro Biondo Stabile di Palermo. Adattamento teatrale dell’omonimo testo del giovane autore palermitano Alessio Arena, liberamente ispirato alle lettere inedite di Maria Antonietta Portolano Pirandello al figlio Stefano.  Emanuela Giordano ha curato l’adattamento del testo e la regia e  nelle sue note dice :  Ho immaginato una donna senza sospiri e vittimismi, visionaria e contraddittoria, che “grida” la sua necessità di esprimersi e di amare. In scena con lei, l’infermiera che l’accudisce oppone agli sproloqui e alle intemperanze della “matta” un ostinato silenzio. Ai pazzi, si sa, non bisogna dare confidenza. Grazie al suo sguardo rivelatore, che muta nel tempo, ho cercato di raccontare la nostra paura di contaminarci, perché la linea di confine tra normali e “anormali” è così sottile che potremmo facilmente valicarla. In scena la bravissima Mascia Musy nelle vesti di una donna “inopportuna” che dà voce a fantasmi, sogni e speranze, risentimenti in un monologo serrato inciso dalla gestualità e dai movimenti del corpo nello spazio ristretto e tenebroso della sua camera/cella.  È incalzata dall’amore mancato. L’unico contatto col mondo  di fuori  è la radio che trasmette musica e notiziari. Se la musica l’attrae e la spinge a improvvisare una danza i notiziari la infastidiscono. La sua fantasticheria è più gratificante delle cronache che sottolineano “sorti progressive”. Al di là dell’allusione al dramma della Portulano è in scena il dramma del soggiorno nelle case di custodia e cura, il destino di segregazione ed esclusione , di marginalità che rafforza il tortuoso labirinto della mente. Al successo dello spettacolo hanno contribuito Chiara Muscato nei panni dell’infermiera, le scene ed i costumi della stessa regista Emanuela Giordano e le musiche di Tommaso Di Giulio e Leonardo Ceccarelli.

 

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